Vanni Cantà, nato nel 1955 a Rovigo, è una figura appartata ma intensa del panorama artistico contemporaneo. Laureato in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo all’Università di Bologna nel 1980, ha avviato il suo percorso artistico già dal 1976, seguendo un filo fatto più di poesia che di visibilità.
La poesia, in effetti, è parte integrante del suo modo di guardare e interpretare il mondo. Le sue opere sono spesso impregnate di un ritmo interiore, come se ogni segno fosse un verso non detto. Non cerca l’effetto, ma la risonanza. Non la mostra, ma il significato.
Non ama partecipare a esposizioni frettolose o dozzinali. Preferisce ambienti silenziosi, essenziali, dove l’opera possa respirare e farsi ascoltare. Il suo approccio è quasi zen: l’arte come forma di ascolto, di presenza, di sguardo calmo.
Disegna su cartoncino o tela, usando materiali non convenzionali come pastelli a olio, colori acrilici e matite. La sua è una pittura che nasce da una sensibilità raffinata, ma anche da una competenza tecnica profonda, maturata nel tempo attraverso la sua professione: conosce il bilanciamento tra colore, linea, spessore e texture, e lo maneggia con rigore e poesia insieme. Ogni tratto ha un suo tempo, ogni materia una sua intenzione.
Ha esposto in Italia e all’estero, a Lineart in Belgio, a Innsbruck, Monaco, Bologna, alla Galleria Civica di Viadana con l’omaggio ad Alberto Cappi, e a Villa Badoer con “Metamorfosi della caduta”. Sempre con discrezione, lontano da ogni eccesso.
Vanni Cantà è un artista che non invade, ma accompagna. E chi si ferma ad ascoltarlo, difficilmente lo dimentica.