Giulia Gellini nasce a Udine e vive tra Friuli e Veneto. Dopo il Liceo Artistico si laurea in Architettura allo IUAV di Venezia. L’esperienza professionale come architetto e progettista di installazioni per eventi incide in modo evidente sul suo linguaggio visivo: nelle sue opere si percepisce una costruzione spaziale solida, mai casuale, anche quando il gesto appare istintivo.
Espone in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, sviluppando una ricerca coerente che unisce materia, luce e tensione cromatica.
La sua pittura utilizza prevalentemente acrilico, con interventi materici che rendono la superficie fisica e stratificata. Il colore è portato a una soglia intensa, senza concessioni decorative. I contrasti sono netti, diretti.
Elemento costante e riconoscibile è il giallo. Un giallo acceso, presente con continuità, che non svolge una funzione ornamentale ma agisce come sorgente visiva. Nei lavori selezionati dialoga con il nero a rilievo, spesso realizzato con catramina, che introduce peso e densità materica. Il confronto tra luce e materia diventa così centrale.
In questa tensione il giallo non appare come semplice colore luminoso, ma come energia che emerge dalla superficie stessa. Non illumina dall’esterno: sembra generare luce propria. È una presenza che si afferma contro la resistenza del nero, trasformando il contrasto in equilibrio dinamico.
La sua pittura non descrive, ma costruisce presenza. Una presenza che non si limita a occupare lo spazio visivo, ma lo attiva, lo mette in tensione, lo rende parte di un dialogo continuo tra materia e luce.