Riflettendo sulla vita e l'arte di Maria Murgia, nata a Ossi nel 1935, si apre una finestra su un mondo dove l'intreccio tra eredità culturale sarda e l'incontro con giganti dell'arte come Aligi Sassu e Renato Guttuso fonde tradizione e innovazione. La sua formazione, radicata nelle influenze familiari e arricchita da queste collaborazioni, ha plasmato una pittrice unica nel suo genere, la cui opera si distingue per una sintesi formale che parla direttamente all'anima.
La sua arte, caratterizzata dalla capacità di catturare l'attesa nelle figure umane con semplici ma espressivi tratti e di delineare con maestria architetture e città, tra cui Venezia spicca per frequenza e ispirazione, dimostra una rara abilità nel trasmettere emozioni complesse con gesti minimi. Questa essenzialità si concretizza in mostre ed esposizioni, da quelle personali come quella significativa presso lo “Studio 13” fino alla sua partecipazione al Festival dei Due Mondi a Spoleto, dove viene celebrata come "la pittrice del colore" da Sassu.
In Maria Murgia, l'arte diventa un ponte tra il personale e l'universale, offrendo uno sguardo che, pur profondamente radicato nella sua terra e nella sua storia, trascende i confini per toccare l'universale.