Opera realizzata nel 1998 da Wang Qingsong, foto-composizione su carta fotografica di formato 80 x 100 cm, completa di cornice. L’opera proviene da una collezione privata ed è accompagnata da certificazione di autenticità.
Si tratta di uno dei lavori più emblematici dell’artista cinese, appartenente a un periodo in cui la fotografia diventa per lui strumento di critica e riflessione sulla società contemporanea. L’immagine, costruita con cura maniacale, raffigura una figura maschile sospesa in una posa teatrale, immersa in un paesaggio surreale dominato da forti contrasti cromatici e da elementi simbolici.
La presenza di oggetti riconoscibili del consumo globale, come la lattina di Coca-Cola, si intreccia a riferimenti iconografici religiosi, generando un cortocircuito tra sacro e profano, tra identità personale e collettiva. Tra gli elementi più particolari emergono dei telefoni cellulari, trasformati visivamente in farfalle. Questo accostamento, solo in apparenza decorativo, allude al ruolo della tecnologia come forza che invade, trasforma e alleggerisce tutto, ma che al tempo stesso genera fragilità e alienazione. La farfalla, simbolo di mutazione e impermanenza, si fonde con il dispositivo del controllo e della comunicazione, lasciando spazio a un messaggio ambivalente e critico.
L’opera si inserisce pienamente nella poetica di Qingsong, dove l’eccesso visivo non è mai fine a sé stesso, ma strumento per mettere in discussione modelli culturali dominanti, con uno sguardo lucido e al tempo stesso profondamente ironico.