Stefano Zaratin, nato a Mestre nel 1962, ha iniziato il suo percorso formativo nel campo scientifico per poi dedicarsi all'arte, diplomandosi in Scultura all'Accademia di Belle Arti di Venezia. Questa combinazione di scienza e arte si riflette profondamente nel suo approccio, che unisce rigore analitico e creatività espressiva.
Le sue opere sono caratterizzate da un'attenzione meticolosa ai materiali e alla loro plasticità intrinseca, preferendo una palette cromatica minimalista che esalta le forme attraverso la luce. I temi centrali delle sue creazioni riguardano la relazione complessa e spesso conflittuale tra uomo e natura, invitando lo spettatore a riflettere sulle conseguenze della manipolazione umana dell'ambiente.
Tra le sue opere più significative ci sono "WarFly" del 2018, una scultura che rappresenta una mosca di guerra come metafora delle nostre paure e dei conflitti. Questa opera, realizzata in rete metallica e colore acrilico, è installata permanentemente presso Forte Mezzacapo a Zelarino (Venezia). Un'altra esposizione rilevante è "Eden – Oltre il Giardino" del 2023, una mostra personale che esplora l'ossimoro tra la purezza dell'ambiente e la contaminazione umana, provocando una riflessione visiva ed emotiva sul tema della sostenibilità ecologica.
Zaratin ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la Targa Honda Auto Italia per l'ambiente al Premio Arte 2023, per la sua opera "Pagurus plasticae", quest'opera combina legno di betulla e plastica, mettendo in risalto il contrasto tra materiali naturali e artificiali.
Stefano Zaratin è una persona riservata, silenziosa e riflessiva, i temi che tratta nelle sue opere ruotano sempre attorno alla natura e all'ecologia, comunicando un messaggio profondo sull'interazione tra l'uomo e l'ambiente. Le sue creazioni invitano alla riflessione sulla genuinità, la semplicità e l'esistenza umana su questo pianeta, ricordandoci l'importanza di rispettare la natura e di riscoprire il valore delle cose semplici.