"Desiderio di feroce tenerezza"

 

Tutto è nato da uno sguardo, non sull’opera, ma dentro di essa. 
Una figura femminile, ferma e viva.
Una mano che protegge, un volto che si nega, una materia che sembra opporsi e allo stesso tempo custodire. 
Maria Rosetta Menarello ha dato voce a ciò che non si può spiegare, e da quell’intuizione è nato un audio-visivo che intreccia immagine, parola e sentimento.
Un percorso lento, intimo, costruito con cura, in cui l’opera di Mara Barotti si trasforma in racconto sensoriale. 

Osservando un dipinto di Mara Barotti

Rimase a lungo seduta tra la braccia di quella poltrona dalla foggia demodè, superstite di un salotto antico, testimone del passato nobile della sua famiglia.
Socchiuse gli occhi per catturare i brandelli di luce che s’insinuavano tra le pieghe dei tendaggi apparendo e sparendo con un caleidoscopico danzare, ora lento e misurato, ora più veloce e nervoso.
Ascoltava lo scorrere incessante dei suoi pensieri sospesi, fluttuanti come le bolle di sapone che adorava fare da bambina. Una strana combinazione di parole le si impigliò nella mente.
“Desiderio di feroce tenerezza!”
In realtà le ronzava in testa sin dal mattino palesandosi senza un perché, senza un nesso con qualche fatto accaduto o un reale desiderio represso.
Cos’è poi la tenerezza? Come si materializza? Qual è il suo volto?
Il suo sguardo allora cercò il grande specchio che ora rifletteva la sua immagine e lì la fantasia si fece realtà.
Lei divenne improvvisamente l’enigmatica protagonista di una scena che rifletteva il volto di una donna seria, languidamente seducente, forse vagamente beffarda, disturbata da segni e imprigionata da una cerchiatura che le sembrò una decisa ridefinizione del corpo lasciato però all’immaginazione perché protetto da un’ illusoria “muratura” inventata dalle striscianti pressioni della spatola con cui il rosso sfoderava la sua potente valenza cromatica.
Era forse quella una protezione sicura o solo una sorta di ferocia belluina che può trasformare la tenerezza a tal punto da renderla, paradossalmente, l’ossimoro che le balenava nella mente…con l’ inquietante espressione : “desiderio di feroce tenerezza”?
La mano, posta come parte della reale fisionomia del volto austero, le parve avere le sembianze di “arma da difesa”, di punto forte, pronto a stoppare possibili predatori.
La donna della scena era quindi condannata ad abbracciare se stessa illudendosi di essere abbracciata ed ora pareva rispondere con l’audacia nello sguardo che lo specchio rimandava…mentre, tra le pieghe nelle tende, le sciabolate di luce danzavano ancora come le farfalle dei suoi dubbi.


I contenuti di Youtube non possono essere mostrati in virtù delle tue attuali impostazioni sui cookie. Clicca su "Accetto e mostro il contenuto" per visualizzare i contenuti e accettare le impostazioni sui cookie di Youtube. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra Dichiarazione privacy. Clicca qui per ritirare il tuo consenso alle impostazioni sui cookie in qualsiasi momento.

Accetto e mostro il contenuto

Maria Rosetta Menarello

 


Scrittrice dell’anima, artista della parola. 


Maria Rosetta Menarello vive a Stanghella, in provincia di Padova. La sua scrittura nasce da un ascolto profondo dell’immagine: non interpreta, ma trasforma emozioni visive in parole vive, capaci di evocare atmosfere, ricordi e sensazioni. 

Non è una critica d’arte, ma un’artista della penna: le sue storie sono impressioni poetiche, nate dal contatto con l’opera e alimentate da una sensibilità rara. 

Ha pubblicato racconti, poesie e libri illustrati, partecipato a progetti culturali, laboratori creativi e ricevuto numerosi riconoscimenti in ambito letterario. 

Scrive con autenticità, delicatezza e passione, restituendo all’arte una voce che parla direttamente al cuore.